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Pubblicazione

“L’Aldilà” Rivista di Storia della Tanatologia

 

La Sezione di Storia della Tanatologia ha pubblicato la Rivista l’Aldilà, annoVI, nn. 1-2, 2000 (ed. 2002), pp. 1-158, intitolata L’Archivio della Pieve di Villa Terenziana e la Bacchetta dei Morti segnata “B” (1729-1857) a cura di Beatrice Romiti. Il volume contiene la trascrizione integrale di un Registro dei Morti, una importate tipologia di fonte storica, sociale, demografica che sino ad ora era stata presa in considerazione solo episodicamente e che ora, per la prima volta è offerta agli studiosi in edizione completa. Il testo è preceduto da una ampia introduzione di carattere storico e statistico.

 

 

Presentazione

Pieve dei Monti di Villa (10 agosto)

La Sezione di Storia della Tanatologia, il 10 agosto, ha organizzato la presentazione del numero della Rivista “L’Aldilà” recentemente pubblicato, contenente lo studio L’Archivio della Pieve di Villa Terenziana e la Bacchetta dei Morti segnata “B” (1729-1857) a cura di Beatrice Romiti. Alla manifestazione che ha avuto luogo alla Pieve di Monti di Villa, nel salone di Casa Gabrielli, gentilmente concesso, in collaborazione con il Comune di Bagni di Lucca, grazie alla fattiva opera dell’Assessore Antonio Bianchi e con la locale Sezione dell’Istituto, sono intervenuti il Sindaco di Bagni di Lucca Antonio Contrucci, il Direttore dell’Archivio Arcivescovile Giuseppe Ghilarducci, il Direttore della Sezione di Storia della Tanatologia Paolo Finucci, il Direttore della Sezione di Bagni di Lucca Massimo Betti, il Parroco di Pieve dei Monti di Villa Rodolfo Rossi.

Dopo i saluti delle Autorità, sono stati presentati gli interventi da perte dei relatori: in apertura Laura Giambastiani, dell’Archivio di Stato di Lucca, ha trattato il tema La Pieve dei Monti di Villa e gli elementi storici collegati con la Bacchetta segnata “B” mentre successivamente Gino Fornaciari, Paleopatologo dell’Università di Pisa, ha illustrato Gli aspetti paleopatologici ed altre caratteristiche della Bacchetta segnata “B” ed ha precisato che questo lavoro potrà essere di basilare utilità per il Gruppo Archeologico, da lui diretto, che ha iniziato di recente una campagna di scavo proprio nelle aree circostanti la Pieve dei Monti di Villa, nelle quali sono emersi non pochi reperti cimiteriali.

Al termine degli interventi, l’Autrice ha illustrato le motivazioni che l’hanno spinta ad effettuare questo studio, ha presentato alcune caratteristiche dei risultati conseguiti ed ha risposto alle domande del folto pubblico presente, che si è molto interessato a personaggi del passato che si rispecchiano in nuclei di famiglie ancora presenti nel piccolo centro collinare.

Ha coordinato la giornata Carlo Gabrielli Rosi, Rappresentante Culturale della Sede Centrale dell’Istituto Storico Lucchese.

 

 

Incontro di Studio

I segni della morte (31 ottobre).

 

Il 31 ottobre, alle ore 16,30, presso la Biblioteca “G:Fambrini” dell’Istituto Storico Lucchese, in Palazzo Ducale, la Sezione di Storia della Tanatologia, ha organizzato un Incontro di Studio dedicato a I segni della morte. La manifestazione, che ha coinvolto medici, storici, psicologi e sociologi, è stata presentata e coordinata dal Presidente dell’Istituto Antonio Romiti ed ha avuto il seguente svolgimento: in apertura a parlato Patrizia Funghi, Sociolga, la quale, trattando de L’idea della morte nella riflessione bioetica, ha sollevato molteplici problemi prevalentemente di carattere etico e sociale; successivamente ha preso la parola il Ranieri Domenici, Ordinario di Medicina Legale presso l’Università degli Studi di Pisa, il quale ha affrontato il tema de Il medico legale e la morte apparente, esponendo gli elementi strettamente medici e scientifici della materia. Il terzo ed ultimo intervento è stato del Paolo Finucci, Direttore della Sezione che ha organizzato questa iniziativa, il quale ha affrontato l’argomento relativo all’Incontro trattando un aspetto proprio della Storia della Medicina, attraverso l’esame di una pubblicazione del secolo diciottesimo intitolata La morte apparente in una dissertazione scientifica di un anatomista del Settecento.

L’incontro ha sollevato molto interesse in un pubblico folto e richiamato dalle diverse caratteristiche dei Relatori ed il dibattito che ne è seguito è stato vivace e intenso.