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Incontri Culturali: “LVII Ciclo”.

La storia dell’uomo: biologia e cultura (18 marzo-8 aprile).

 

Nei mesi di marzo e di aprile, nella Biblioteca “G. Fambrini” dell’Istituto Storico Lucchese, in Palazzo Ducale, per il coordinamento di Antonio Romiti, si è tenuto il LVII Ciclo di Incontri Culturali che ha affrontato il tema de La storia dell’uomo: biologia e cultura.

Nel primo Incontro, sabato 18 marzo, alle ore 17,30, Marco Claudio Mezzetti, del Dipartimento di Etologia, Ecologia ed Evoluzione dell’Università di Pisa, ha parlato de L’evoluzione della vita dell’uomo. Il relatore ha puntualizzato, fra l’altro, che “sebbene molti pensatori di rilievo rimangano ancora fedeli al pensiero di Darwin nella sua stesura classica, recenti scoperte sembrano suggerire, con sempre maggiore evidenza, che gli organismi abbiano un ruolo molto più attivo nel determinismo della propria evoluzione di quanto Darwin non prevedesse”.

Nell’Incontro successivo, sabato 25 marzo, alla stessa ora, Giovanni Boschian, del Dipartimento di Scienze Archeologiche dell’Università di Pisa, ha trattato Cacciatori ed artigiani paleolitici sulla Maiella. L’Oratore ha evidenziato che sui versanti settentrionali della Maiella “si aprono numerose e poco profonde cavità, semplici ma efficaci ripari che da tempo immemorabile hanno dato ricovero ai frequentatori di questi luoghi. L’uomo ha impresso qui la testimonianza del proprio passaggio”.

Sabato 1 aprile, Barbara Zamagni, del Dipartimento di Scienze Archeologiche dell’Università di Pisa, ha affrontato il tema de La vita nel Neolitico. La Relatrice ha chiarito che dalla produzione e dallo scambio commerciale si “ricava un quadro quanto mai articolato e dinamico, ricco di contatti tra le diverse comunità” anche se è difficile stabilire i modi attraverso i quali determinate attività avvenivano.

Nel corso del’ultimo Incontro Culturale, tenutosi sabato 8 aprile, Gilberto Mazzoleni, dell’Università “La Sapienza” di Roma, ha intrattenuto il pubblico su Il terzo millennio e le attese escatologiche nella società americana, esemplificando “il lievitare di messaggi salvifico-apocalittici e il guardare il cielo come via di uscita dalla contingenza terrena: magari ipotizzando un intervento provvidenziale di entità extra-terrestri”.

 

 

Incontri Culturali: “LVIII Ciclo”.

L’Archeologia a Lucca (4 - 25 novembre).

 

La Sede Centrale, nel corso del mese di novembre, in Palazzo Ducale, nei locali della Biblioteca “G. Fambrini”, in collaborazione con la Sezione Speciale di Archeologia e Topografia Medievale, ha organizzato il LVIII Ciclo di Incontri Culturali, durante il quale è stato trattato il tema de L’Archeologia a Lucca, con particolare riferimento alle ultime scoperte.

Il primo sabato, 4 novembre, alle ore 17,30, Elisabetta Abela, Archeologa, ha parlato della Archeologia Urbana a Lucca. Indagini archeologiche recenti nel Centro Storico. La Relatrice ha evidenziato che “sempre più spesso interventi di ristrutturazione edilizia sono occasione di importanti ritrovamenti archeologici in centri urbani di antica fondazione come Lucca”; tali interventi sempre più frequentemente permettono di “acquisire dati sulle condizioni di vita, le malattie e i rimedi medici nella Lucca tra il Trecento e il Cinquecento”.

Nell’Incontro di sabato 11 novembre, alla stessa ora, Giulio Ciampoltrini, della Soprintendenza archeologica per la Toscana, ha trattato il tema Lucca romana. Profilo di storia urbana fra tarda Repubblica e media Età Imperiale. Ciampoltrini ha ricordato che “la vera e propria “esplosione”, tanto nell’edilizia privata che in quella pubblica, è da collegarsi al periodo compreso tra gli estremi anni della Repubblica e del periodo di Augusto” e ha evidenziato la ricchessa del sottosuolo lucchese.

Successivamente, sabato 18 novembre, Paolo Mencacci, Archeologo, è intervenuto su Lucca paleocristiana. Approccio storico-archeologico, sottolineando che “le testimonianze archeologiche confermano la grande importanza del monachesimo lucchese dei primi secoli nella diffusione del cristianesimo fra i ‘pagani’ nella parte nord-occidentale della Toscana, ovvero la VII Regio Augustea”.

Al termine del Ciclo, sabato 25 novembre, Michelangelo Zecchini, Archeologo, ha fatto il punto su Le fattorie romane di Fossa Nera e Palazzaccio: primo risultato di scavo, precisando che “l’area del padule, da Paganico ad Altopascio, da Capannoni a Castelvecchio di Compito, da Porcari a Bientina è letteralmente cosparsa di fattorie di epoca romana così fitte e così continue da dare, per l’appunto, l’idea dell’esistenza di una vera e propria città”.

Le relazioni hanno suscitato un notevole interesse al punto tale da dover trasferire il foltissimo pubblico dalla Biblioteca “G. Fambrini” alla capiente Sala di Rappresentanza, messa gentilmente a disposizione dalla Provincia di Lucca.

 

 

prubblicazione e Presentazione

Ristampa degli Inventari dell’Archivio di Stato in Lucca di Salvatore Bongi (1 dicembre)

 

Fra le iniziative intraprese per celebrare la figura di Salvatore Bongi, Direttore dell’Archivio di Stato in Lucca a partire dal 1859 e per quaranta anni attivo nel mondo culturale e scientifico del suo tempo, la più significativa è stata sicuramente la Ristampa Anastatica degli Inventari del Reale Archivio di Stato di Lucca. I quattro volumi, furono pubblicati rispettivamente nel 1872 (pp. I-LX, 1-410) , nel 1876 (pp. I-XVI, 1-430), nel 1880 (I-XIV, 1-460) e nel 1888 (pp. I-VIII, 1-718), a seguito di un lavoro puntuale e instancabile da parte di Bongi e dei suoi collaboratori e furono stampati in numero limitato di copie, così che l’opera divenne assai presto non più disponibile.

La ristampa, curata dalla Sede Centrale dell’Istituto Storico Lucchese e molto laboriosa e complessa, sia per la particolare struttura tecnica, sia per la ingente mole dell’opera, è stata effettuata apportando due contributi innovativi e integrativi. Il primo è da ricercarsi nell’ampia Introduzione, scritta da Antonio Romiti e mirata a porre in evidenza le metodologie, le procedure e le fasi operative che condussero alla predisposizione e alla stampa della prima edizione Ottocentesca; il secondo, certamente di grande rilievo per il significato di tutta l’opera, è rappresentato dall’Appendice apposta al Quarto Tomo, nella quale Giorgio Tori ha riportato, in forma tecnica inventariale, tutte le Giunte e le Correzioni che, dall’epoca bongiana all’anno Duemila, sono state riportate alle descrizioni degli Inventari da parte dei diversi Direttori dell’Archivio di Stato in Lucca, che si sono nel tempo succeduti: da Luigi Fumi a Luigi Volpicella, da Umberto Dorini a Eugenio Lazzareschi, da Domenico Corsi a Vito Tirelli, fino a giungere allo stesso Giorgio Tori, attuale Direttore. Si tratta di elementi modificativi ma, in massima parte, di indicazioni descrittive di nuove accessioni documentarie.

Le operazioni per la stampa degli Inventari, realizzata grazie anche ad un significativo contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale degli Archivi di Stato, sono state iniziate nel 1999 e si concluse nel settembre del 2000.

Il primo dicembre la monumentale opera, dotata di elegante legatura in cartonato, è stata presentata ufficialmente al numerosissimo pubblico di studiosi che, provenienti da varie parti d’Italia, attratti dall’eccezionale evento, hanno gremito la Sala Studio dell’Archivio di Stato.

Per questa presentazione pubblica, la funzione di Oratore Ufficiale è stata assegnata al professor Mario Ascheri, ordinario di Storia del Diritto Italiano presso l’Università degli Studi di Siena che, oltre a ripercorrere la figura e le attività di Salvatore Bongi, ha elogiato l’Istituto Storico Lucchese per la coraggiosa e riuscita iniziativa, che consente a numerosi studiosi non solo di avere a disposizione una fonte indispensabile per lo studio e la ricerca, ma di usifruire anche di nuove indicazioni documentarie.

 

 

Convegno Di Studi

Salvatore Bongi: la vita e le opere (31 gennaio-4 febbraio).

 

Salvatore Bongi (1825-1899) fu il primo Direttore dell’Archivio di Stato di Lucca e la sua personalità spiccò per un quarantennio sulla scena culturale e scientifica, non solo di Lucca, ma anche della Toscana e dell’intera nazione. A lui, in collaborazione con Francesco Bonaini e Cesare Guasti, si deve la modernizzazione della tecnica conservativa e ordinativa di tutti i documenti che costituiscono la memoria storica delle città italiane. L’essere uno studioso e appassionato bibliofilo non gli impedì di svolgere attività di rilievo civile, militare e sociale e di partecipare, con gli studenti lucchesi e pisani, alla battaglia di Curtatone e Montanara.

La vita, la figura e le opere di Salvatore Bongi sono state celebrate in Lucca con un Convegno organizzato, dal 31 gennaio al 4 febbraio 2000, dall’Istituto Storico Lucchese in collaborazione con l’Archivio di Stato e con altri Enti, intitolato appunto Salvatore Bongi. La vita e le opere. Il Convegno ha avuto uno svolgimento molto articolato e complesso, con la partecipazione di studiosi provenienti da tutta la penisola.

Lunedì 31 gennaio, dopo il saluto del Sindaco di Lucca Pietro Fazzi, del Presidente della Provincia Andrea Tagliasacchi, del Sottosegretario di Stato del Ministero per i Beni e le Attività Culturali Giampaolo D’Andrea, il Direttore Generale degli Archivi di Stato Salvatore Italia ha presentato il programma del Convegno e il Direttore dell’Archivio di Stato in Lucca Giorgio Tori ha illustrato, con una relazione introduttiva, la figura di Salvatore Bongi, vissuto tra il 1825 ed il 1899.

Successivamente si sono aperti i lavori con la Prima sessione, dedicata a L’impegno politico, presieduta da Pier Giorgio Camaiani, dell’Università di Firenze. Sono intervenuti Vito Tirelli, All’indomani dell’Unità italiana: riflessioni sul Bongi. - Zefiro Ciuffoletti e Antonio Chiavastelli, Salvatore Bongi e gli avvenimenti del 1848. - Umberto Sereni, L’impegno politico e amministrativo di Salvatore Bongi.

Martedì 1 febbraio, nella sessione mattutina, si è trattato il tema “Lo Storico, l’Erudito, ed il Bibliofilo” sotto la presidenza di Paola Carucci, Sovrintendente dell’Archivio Centrale dello Stato. Sono intervenuti Giovanni Cherubini, Salvatore Bongi storico del Medioevo. - Emilio Cristiani, Le annotazioni ai Bandi Lucchesi. - Mario Ascheri, Le istituzioni lucchesi dalla lettura dell’Inventario di Salvatore Bongi. - Armando Petrucci, Salvatore Bongi paleografo. Mauro Moretti, Salvatore Bongi ed il mondo della storiografia accademica nazionale. - Silvano Priori, Dal carteggio di Salvatore Bongi e di Cesare Guasti: itinerario di una amicizia.

Nella sessione pomeridiana, presieduta da Giovanni Cherubini dell’Università di Firenze, si sono tenuti interventi da parte di Giovanni Sinicropi, Le “parole” del Bongi. - Amedeo Quondam, Bongi e la cultura letteraria del Bongi. - Marco Paoli, Gli Annali di Gabriel Giolito de’ Ferrari: storia di una edizione. - Franca Nardelli, La biblioteca di Salvatore Bongi: le legature. - Giuliano Catoni, Incontri senesi del Bongi bibliofilo: le lettere di G. Gigli sull’edizione lucchese del Vocabolario Cateriniano. - Roberto Pertici, Manzoniani in Toscana: Giovanni Sforza e la prima edizione dell’epistolario di Alessandro Manzoni.

Mercoledì 2 febbraio, nel corso della sessione mattutina si è affrontato il tema “L’Archivista” essendo presidente Elio Lodolini dell’Università “La Sapienza” di Roma, con interventi di Arnaldo D’Addario, Originalità ed esemplarità del lavoro archivistico di Salvatore Bongi. - Paola Carucci, Dalla Guida del Bongi alla Guida degli Archivi Italiani. - Laura Giambastiani, Salvatore Bongi e la Direzione dell’Archivio di Stato. - Sergio Nelli, La famiglia Bongi a Lucca nei secoli XVI-XIX. - Laurina Busti, Salvatore Bongi studente di Giurisprudenza nell’Università lucchese. - Marina Brogi, Epistolario Bongi: innovazione nella continuità di una tradizione archivistica. - Maria Virginia Paradisi, Salvatore Bongi segretario dell’Uffizio della Beneficenza di Lucca (1851-1859).

Nella sessione pomeridiana il tema affrontato è stato “Bongi ed il metodo storico in Italia” per la presidenza di Antonio Romiti dell’Università di Firenze, con relazioni di Antonio Romiti, Bongi e il metodo storico. - Gigliola Fioravanti, Gli Archivi Toscani e il Ministero della Pubblica Istruzione nello Stato unitario (1861-1874). - Rosalia Manno, Per un sistema archivistico toscano: Bonaini tra Böhmer e Gachard. - Stefano Vitali, Lavori di riordinamento e di illustrazione: il “metodo storico” alla prova. - Paola Benigni, Agli esordi dell’organizzazione archivistica nazionale: l’attenzione al patrimonio documentario non statale ai tempi di Francesco Bonaini e Salvatore Bongi. - Carla Zarrilli, L’istituzione dell’Archivio di Stato di Siena e i primi ordinamenti.

Giovedì 3 febbraio nella sessione mattutina, dedicata alla seconda parte del tema “Bongi ed il metodo storico in Italia” presieduta Gigliola Fioravanti, si sono avuti interventi di Giovanna Tanti, La figura e l’opera di Clemente Lupi tra Archivio e Università. - Olga Raffo, Giovanni Sforza fondatore e ordinatore dell’Archivio di Stato di Massa: riflessioni sull’applicazione del metodo storico. - Daniele Pesciatini, Pietro Vigo tra “eruditismo” e “spigolatura”. - Carlo Vivoli, Gli archivi delle “provincie” tra Granducato di Toscana e Regno d’Italia. Il caso di Pistoia e Pescia. - Isabella Ricci, Le ragioni della Politica, le ragioni della Storia. - Luigi Londei, L’archivistica a Roma dalla istituzione dell’Archivio di Stato alla direzione Casanova (1871-1873). - Donato Tamblé, Salvatore Bongi e l’Archivio di Stato di Roma. - Pier Luigi Feliciati, Tra le necessità della storiografia e quelle della Storia: le prassi dell’Archivio di Parma nella transizione dal Ducato al consolidamento dell’Unità nazionale.

In occasione della sessione pomeridiana, riguardante “Bongi ed il metodo storico in Italia” presieduta da Vito Tirelli, già Direttore dell’Archivio di Stato in Lucca, si sono avuti interventi di Felicita De Negri, L’Archivistica napoletana nella seconda metà del XIX secolo. - Roberto Navarrini, Un ordinamento “logico” o “razionale” ovvero “enciclopedico”: il sistema per materie nel Lombardo Veneto. - Angelo Spaggiari, Salvatore Bongi e Francesco Bonaini. Riflessi dell’introduzione del metodo storico sui lavori archivistici modenesi. - Giuseppina Giordano, La fondazione e lo sviluppo dell’Archivio di Stato in Palermo. - Danila Ferrari, Riordinamento per materia e metodo storico. Il caso di Mantova. - Giulio Badini, Salvatore Bongi e Ippolito Malaguzzi Valeri. Il processo formativo dell’Archivio di Stato di Reggio Emilia. - Carla Cutini, “Le indagini predilette”: Francesco Bonaini e Perugia.

Venerdì 4 febbraio, per la Sessione Unica, nella giornata di chiusura di questo Convegno interessante e ricco di suggestioni, si è tenuta una Tavola Rotonda su “Il metodo storico e l’Archivistica del 2000”; hanno partecipato: Roberto Cerri dell’Archivio Comunale di San Miniato, Mariella Guercio dell’Università di Urbino, Antonio Dentoni-Litta Direttore della Divisione Pubblicazioni del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Elio Lodolini dell’Università “La Sapienza” di Roma, Augusto Antoniella Direttore dell’Archivio di Stato di Arezzo, Enzo Franco Capo Divisione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; l’interessante dibattito si è svolto sotto la Presidenza di Antonio Romiti che, al termine ha poi presentato le Conclusioni.

Il Convegno è stato realizzato, sotto l’Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dall’Archivio di Stato in Lucca e dall’Istituto Storico Lucchese con il contributo della Cassa di Risparmio di Lucca, del Comune di Lucca, della Provincia di Lucca, dell’Associazione degli Industriali della Provincia di Lucca, della Camera di Commercio di Lucca. La Segreteria del Convegno è stata tenuta da Laura Giambastiani dell’Archivio di Stato in Lucca.

Il Comitato Scientifico è stato formato da Mario Ascheri, dell’Università di Siena, Piergiorgio Camaiani dell’Università di Firenze, Paola Carucci Sovrintendente dell’Archivio Centrale dello Stato, Giovanni Cherubini dell’Università di Firenze, Zeffiro Ciuffoletti dell’Università di Firenze, Emilio Cristiani dell’Università di Pisa, Arnaldo d’Addario Professore Emerito dell’Università di Firenze, Francesco De Feo già Funzionario dell’Archivio di Stato di Firenze, Antonio Dentoni Litta dell’Ufficio Centrale Beni Archivistici, Gigliola Fioravanti dell’Ufficio Centrale Beni Archivistici, Marco Paoli Direttore della Biblioteca Universitaria di Pisa, Antonio Romiti dell’Università di Firenze, Giorgio Tori Direttore dell’Archivio di Stato di Lucca.

 

 

Progetto

Cardine, costituzione di un archivio di immagini digitalizzate delle pergamene del Diplomatico (790-sec. XIX) (1 aprile)

 

Nell’ambito delle celebrazioni bongiane, presso la Sala Studio dell’Archivio di Stato in Lucca, è stato presentato il Progetto Cardine, costituzione di un archivio di immagini digitalizzate delle pergamene del Diplomatico (790-sec. XIX). L’iniziativa è stata organizzata dall’Archivio di Stato e dall’Istituto Storico Lucchese, Sede Centrale. Dopo l’introduzione del Direttore dell’Archivio di Stato Giorgio Tori, hanno presentato il progetto Giovanni Tartaglione della Società Elsag di Genova e Franco Lotti del CNR, Istituto di Ricerca sulle Onde Elettromagnetiche di Firenze. La digitalizzazione del Diplomatico permetterà la consultazione delle pergamene non più utilizzando gli originali di queste preziosissime fonti, ma avendo il computer quale strumento agile per consentire varie forme di ricerca. Oltre alle pergamene, gli studiosi potranno consultare i regesti dei testi, molti dei quali erano già presenti in Archivio in forma di schede cartacee.

La Giornata è stata realizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dall’Archivio di Stato in Lucca e dall’Istituto Storico Lucchese Sede Centrale con il contributo della Cassa di Risparmio di Lucca, del Comune di Lucca, della Provincia di Lucca, dell’Associazione degli Industriali della Provincia di Lucca, della Camera di Commercio di Lucca.

 

 

Accordo Preliminare

Biblioteca di Enrico Coturri

 

Il giorno 30 agosto 2000, in Buggiano, presso l’abitazione del prof. Enrico Coturri, Socio Onorario dell’Istituto Storico Lucchese e Direttore della Sezione Buggiano Valdinievole, recentemente scomparso, assieme a Paolo Coturri, Lory Coturri, rispettivamente figlio e moglie di Enrico Coturri, si sono riuniti Antonio Romiti, Presidente dell’Istituto Storico Lucchese e Natale Rauty, Presidente della Società Pistoiese di Storia Patria per prendere atto della volontà di Enrico Coturri di donare alle due suddette istituzioni le parti della sua Biblioteca ad esse relative.

Di comune accordo sono stati individuti i seguenti momenti operativi: 1. Redigere un inventario dei volumi distinguendoli tra quelli di interesse lucchese, pistoiese, valdinievolino e aventi altri orientamenti, assegnando un numero d’ordine progressivo provvisorio. – 2. Antonio Romiti è stato incaricato di trovare una persona idonea alla quale affidare tale lavoro, stabilendo un compenso da dividersi tra l’Istituto Storico Lucchese e la Società Pistoiese. – 3. In base all’inventario le opere saranno così destinate: quelle d’interesse lucchese a Lucca, quelle d’interesse pistoiese a Pistoia, quelle di interesse valdinievolino a Buggiano, in casa Coturri, quelle di interesse generale a Lucca e Pistoia, con una ripartizione da concordare, salvo quanto previsto al punto 7 seccessivo. – 4. Le due Società si scambieranno le opere già presenti nelle rispettive biblioteche. – 5. Le due Società si impegnano a ricevere le loro opere a proprie spese. – 6. In segno di riconoscenza del dono le due Società si impegnano: a. a schedare le opere entro un anno, garantendone una funzione pubblica, b. ad assegnare ad ogni volume una segnatura contenente il nome del Donatore, c. a istituire nei tempi debiti un Premio Borsa di Studio intitolato a Enrico Coturri. – 7. Paolo Coturri rimane titolare del diritto di prelevare preliminarmente i volumi di proprio interesse dalle opere generali. – 8. Antonio Romiti e Natale Rauty si impegnano a presentare questo accordo ai rispettivi Consigli per le opportune approvazioni e accettazioni.

 

 

Presentazione

Il Linchetto - 250 racconti e tradizioni popolari lucchesi (9 settembre).

 

Il 9 settembre, nel Complesso di San Micheletto, è stato presentato il volume Il Linchetto - 250 racconti e tradizioni popolari lucchesi, di Carlo Gabrielli Rosi, inserito nella Collana “La Balestra” al numero 38, di p. 311, realizzato con la collaborazione di Francesco Speroni. L’Autore ha dedicato il libro all’illustre concittadino Felice Del Beccaro, scomparso da poco più di dieci anni; l’opera si avvale di contributi di Antonio Romiti, Luca Curti, Sergio Conti, Custer De Nobili, Felice Del Beccaro, Vincenzo Pardini.

Antonio Romiti Presidente dell’Istituto, Luca Curti dell’Università di Pisa e Direttore della Sezione Speciale di Storia e Critica della Letteratura “F. Del Beccaro”, Luca Baccelli dell’Università di Pisa e Presidente del Centro Tradizioni Popolari della Provincia di Lucca hanno presentato, di fronte ad un pubblico foltissimo, questa opera, mettendo in risalto l’importanza della raccolta finalizzata, oltre che alla diffusione della cultura popolare lucchese, alla salvaguardia della memoria orale, importante aspetto, spesso trascurato, della nostra recente cultura.

Sono intervenuti inoltre nella discussione Sergio Conti Presidente dell’Istituto Italiano di Parapsicologia e Silvio Calzolari Docente di Religioni Orientali; tra gli altri, hanno inviato comunicazioni di adesione all’iniziativa Riccardo Ambrosini, Presidente dell’Accademia Lucchese di Scienze Lettere ed Arti e Gino Arrighi, noto studioso lucchese.

 

 

Presentazione

Gli Inventari di Salvatore Bongi (1 dicembre)

 

Il giorno 1 dicembre nella Sala Studio dell’Archivio di Stato in Lucca, Mario Ascheri, Docente di Storia del Diritto Italiano presso l’Università degli Studi di Siena, ha presentato i quattro Volumi degli Inventari editi da Salvatore Bongi rispettivamente nel 1872, 1876, 1880, 1888 e ripubblicati ora in edizione anastatica dall’Istituto Storico Lucchese. L’opera, essendo l’originale ormai da molto tempo esaurito, era molto attesa ed ha visto la luce con due opportune aggiunte: il primo volume è stato integrato da una ampia premessa di Antonio Romiti con la quale ha inteso ripercorrere gli avvenimenti di maggior rilievo relativi alle fasi di pubblicazione, mentre il quarto volume è stato arricchito, a cura di Giorgio Tori, dalle “giunte e correzioni” che in più di cento anni furono apportate dallo stesso Bongi e dagli altri Direttori che a lui sono succeduti: Luigi Fumi, Luigi Volpicella, Umberto Dorini, Eugenio Lazzareschi, Domenico Corsi, Vito Tirelli e lo stesso Giorgio Tori.

Un pubblico foltissimo ed attento ha partecipato all’iniziativa che rientrava naturalmente nel progetto delle manifestazioni per il primo centenario della morte di Salvatore Bongi.

La Giornata è stata realizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dall’Archivio di Stato in Lucca e dall’Istituto Storico Lucchese Sede Centrale con il contributo della Cassa di Risparmio di Lucca, del Comune di Lucca, della Provincia di Lucca, dell’Associazione degli Industriali della Provincia di Lucca e della Camera di Commercio di Lucca.

 

 

Presentazione

Inventario degli Archivi Gentilizi. Vol. VIII (16 dicembre).

 

Il 16 dicembre, nella Sala Studio dell’Archivio di Stato in Lucca, è stato presentato il volume Inventario degli Archivi gentilizi Lucchesi, vol. VIII, che comprende l’Archivio della Famiglia Cenami e l’Archivio della Famiglia Sardi, curati rispettivamente da Laurina Busti e da Sergio Nelli per la direzione e il coordinamento di Giorgio Tori, Direttore dell’Archivio di Stato.

L’opera è stata presentata da Elio Lodolini, Professore Emeritodell’Università di Roma e da Michele Luzzati dell’Università di Pisa, alla presenza di un pubblico numeroso e qualificato; sono intervenuti l’onorevole Carlo Carli Sottosegretario di Stato per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Salvatore Italia Direttore Generale degli Archivi di Stato e Antonio Dentoni Litta, Direttore della Divisione Studi e Pubblicazioni del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

La manifestazione è compresa nelle celebrazioni per il primo Centenario della morte di Salvatore Bongi, organizzate dall’Archivio di Stato, dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali e dalla Sede Centrale dell’Istituto Storico Lucchese, con il contributo della Cassa di Risparmio di Lucca, del Comune di Lucca, della Provincia di Lucca, dell’Associazione degli Industriali della Provincia di Lucca e della Camera di Commercio di Lucca.

 

 

Pubblicazioni

Actum Luce, Rivista di Studi Lucchesi.

 

La Sede Centrale ha pubblicato quattro annate di Actum Luce, Rivista di Studi Lucchesi, rispettivamente anno XXVI, 1997 nn. 1-2, aprile-ottobre; poi anno XXVII, 1998, aprile-ottobre; poi anno XVIII, 1999, n. 1-2, aprile-ottobre e infine il volume relativo all’anno XXIX, 2000, nn. 1-2, aprile-ottobre 2000; i volumi contengono l’edizione degli Atti del Convegno di Studi su Fine di uno Stato: il Ducato di Lucca (1817-1847), tenuto a Lucca, a Villa Bottini, dal 9 all’11 ottobre 1997.

Il primo volume, dedicato a “Lo Stato e la Società”, contiene i seguenti contributi: Francesca Sofia, L’ordinamento dello Stato e il retaggio napoleonico. - Arnaldo D’Addario, Ascanio Mansi, primo ministro dei duchi di Lucca: la sua personalità ed i suoi ideali politici (1773-1840). - Gaetano Greco, Chiesa, società e potere politico a Lucca nell’età della Restaurazione. - Elena Polidori, Il carteggio del Ministro Antonio Raffaelli con Carlo Lodovico e Tommaso Ward negli ultimi mesi del Ducato. - Giorgio Tori, La diplomazia lucchese al Congresso di Vienna: il ruolo di Ascanio Mansi. - M. Brogi, Il Ducato di Lucca letto attraverso le carte diplomatiche francesi. - Alessandro Volpi, Da lucchesi a toscani: l’aristocrazia cittadina tra chiusure e ralliement. - Laura Giambastiani, L’organizzazione sanitaria in età borbonica.

Il secondo volume, dedicato a “L’Economia”, contiene i seguenti contributi: Tommaso Fanfani, Il cammino dell’economia: attività produttiva e sviluppo. - Romano Paolo Coppini, Alle origini della reversione del ducato lucchese: debito pubblico, prestiti e finanza internazionale. - Michèle. Merger, Lucca e le prime strade ferrate: sfortuna o sconfitta?. - Rossano Pazzagli, Contadini e pratiche agrarie nella campagna lucchese dell’Ottocento spunti dall’opera di Antonio Mazzarosa. - Francesco Battistini, Crisi e trasformazione di un’industria secolare: il setificio lucchese all’epoca del Ducato. - Roberto Lucarini, Viareggio, nascita di un’economia turistica. - Guido Gabrielli, Il Monte di Pietà di Lucca in epoca borbonica: da Maria Luisa al Granducato di Toscana. Aspetti economici e sociali. - Ilaria Capocchi, La situazione finanziaria del Reale Tesoro del Ducato attraverso l’analisi dei rendiconti dell’amministrazione delle regie finanze. - Antonio Romiti, Le riforme istituzionali, economiche, e religiose e di ordine pubblico agli albori del Ducato borbonico di Lucca. - Angelo Nesti, La difficile unione tra Granducato e Ducato di Lucca alla luce del dibattito svoltosi al quinto congresso degli scienziati italiani.

Il terzo volume, dedicato a “La Cultura”, parte prima, contiene i seguenti contributi: Gabriella Biagi Ravenni, “La stagione fu brillantissima”: mecenatismo, direzione, impresariato al teatro del Giglio. - Fabrizio Guidotti, Sul palcoscenico di Santa Croce. Musica di Stato tra liturgia e spettacolo. - Giulio Battelli, L’educazione musicale nel periodo del Ducato. - Maria Teresa Filieri, Progetti per un museo a Lucca: da Stefano Tofanelli a Michele Ridolfi. - Patrizia Giusti, Vicende, in breve, della Commissione sopra le Belle Arti e della Reale “Galleria”. - Paolo Del Debbio - Franca Lazzarini, Il restauro dell’architettura religiosa in età ducale. - Gabriele Morolli, Il duca e l’architetto: Carlo Lodovico e Lorenzo Nottolini: affetti e committenza nella Lucca romantica della Restaurazione. - Maria Adriana Giusti, Effimero e giardino: la scena del paesaggio dalla città al territorio.

Il quarto volume, dedicato pure esso a “La Cultura”, parte seconda, contiene i seguenti contributi: Pier Giorgio Camaiani, Repubblica felice o isola clericale? L’immagine di Lucca tra Sette e Ottocento. - Maria Jolanda Palazzolo, Le pratiche della lettura nella Lucca della Restaurazione. Marco Paoli, Biblioteche e mecenatismo ducale: pubblica lettura e collezioni di palazzo. Sergio Nelli, Gli Archivi nell’Archivio. - Gianfranco Bandini, Insegnanti, alunni e cultura scolastica nella Lucca borbonica. Laurina Busti, L’università lucchese. - Paolo Emilio Tomei; Le scienze naturali a Lucca nella prima metà del XIX secolo: brevi appunti e considerazioni. - Maria Luisa Trebiliani, Considerazioni conclusive.

 

 

Pubblicazione

Lana, panni e strumenti contabili

 

La Sede Centrale ha pubblicato, nel mese di giugno, nella Collana “La Balestra”, numero 39, pp. 1-340, un interessante volume intitolato Lana, panni e strumenti contabili nella Toscana Bassomedievale e nella prima età moderna, che contiene una serie di articoli editi in differenti sedi da Marcello Berti, Docente di Storia Economica presso l’Università degli Studi di Pisa. Dopo alcuni studi dedicati a Pisa, Livorno e Firenze, l’opera, che si avvale della Presentazione di Antonio Romiti e della Prefazione di Tommaso Fanfani, comprende ben cinque contributi relativi a Lucca, con attenzione in particolare all’industria della lana e del cuoio. Questo impegno editoriale, inserito al n. 39 della Collana “La Balestra” e sostenuto da un contributo proveniente dai fondi dell’Ateneo di Pisa, rappresenta un fondamentale risultato utile per la conoscenza della storia economica toscana e lucchese.